acrilico su carta
* Ora, questa opera è volata a Boston in quanto acquistata da una studentessa americana che vuole ricordarsi Bologna e gli aperativi con gli amici in via del Pratello.
“Solidarietà, memoria, relazioni, degrado: il Bignami del Pratello. La via dalle tinte ambrate, orlata di porticati, è terra di contraddizioni: chiusa e aperta, eterea e carnale, ostinata e arrendevole. Si rincorrono luci e ombre, caos e quiete.Di giorno una cosa, di notte un’altra”.
RASENTE I MURI
IN FONDO POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTA UNA LETTURA
Non mancano centri di aggregazione, con vari circoli culturali di sinistra.
Radio Alice viene chiusa nel Marzo 1977 alle 23:25 con l'irruzione della Polizia. Di tesi universitarie su Radio Alice ne sono state scritte decine e decine in tutti questi anni. Non solo da studenti di scienze delle comunicazioni e di storia, ma anche di lettere, di musica, di storia dell'arte.
Nel 1977 Umberto Eco tenne alcune gremite lectio magistralis alla Sorbona (università di Parigi) sul linguaggio di Radio Alice: i fatti erano appena accaduti, anzi erano ancora in corso, ed avevano travalicato le Alpi. Scrive Valerio Minnella, uno degli ideatori della Cooperativa Studi e Ricerche sul Linguaggio Radiofonico, proprietaria della radio: vi dirò che sentirgli tradurre il mio «Ecco qui Beethoven, se vi va bene, bene. Se no, seghe.» in «Voici Beethoven, si vous l’aimez, bien. Si non, masturbez vous», dava alle mie parole tutta un’altra eleganza.
A partire dagli anni sessanta, la zona del Pratello è stata sede di movimenti politici e culla di iniziative culturali che hanno lasciato segni visibili anche oggi.
Radio Alice è entrata anche nella trama del film Lavorare con lentezza.
Regista: Guido Chiesa sceneggiato assieme al collettivo Wu Ming (Fandango).
Data di uscita: 1° ottobre 2004.
“Buongiorno, qui Radio Alice, lunedì 9 febbraio 1976. Ieri nevicava. Stanotte c'era la luna e il 13 sarà piena. Siamo sotto il segno dell'acquario e i nati in questo giorno sono tendenzialmente azzurri, con una spiccata tendenza agli scioperi felici.”“Qui Radio Alice, chi vuole può venirci a trovare in via del Pratello 41, la porta è aperta, il microfono anche. Domani facciamo una festa in piazza per salutare la primavera. Per stamattina, invece, vi invitiamo a non alzarvi, a stare a letto con qualcuno, a fabbricarvi strumenti musicali e macchine da guerra.”
“Furono giorni di effervescenza e di creatività. Non c'erano la violenza e la cattiveria ideologica che aveva conosciuto in decine di scontri di piazza. C'erano canti, sberleffi, disegni, ironia. Radio Alice un'emittente libera, era un megafono che parlava alla città, della rivoluzione allegra, del potere che ormai si identificava nel PCI.”
Valerio Varesi - Il rivoluzionario; Ed. Frassinelli, 2012
“Eppure non era un quartiere di vecchi. Non invecchia mai, pensava, chi a settant'anni è capace di capire perché a venti possa farti schifo tutto. Lo pensava passando davanti alle case occupate dai ragazzi coi cappelli dritti e gli sguardi ansiosi, quelli che all'inizio i vicini avevano sbirciato di traverso, e poi com'era d'abitudine al Pratello, erano diventati parte della famiglia, perché la voglia di parlare con chi ti sembra estraneo e diverso, al Pratello faceva sì che alla fine tutti capivano che c'è sempre un motivo per esser come uno è.”
MURI PULITI, POPOLI MUTI
Alla luce delle prove, scavalca i muri...
e l'inconfondibile "rosso Bologna" “... il più fisico, quello che richiama di più al corpo ed al sangue umani...”.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1955
STREET ART IN PENNELLO BOLOGNESE
UNA STORIA CHIAMATA “PRATELLO”
“Strada di schiavi e di puttane. Di protettori e ladri di polli. Di mangiatori di topi. Anche di gatti, ovviamente. Origini oscure. Subarbia. Subarbia anche dopo, una volta inglobata alla città. Addossata alle mura. Terorizzata dai mutamenti. Quasi campagna e quasi città. Rifugio di giocatori d'azzardo, esperti in truffa alla francese, preti, uomini arrapati, alcolizzati, cacciatori di topi, spie, travestiti. Fame perenne. Regno del precariato. Indolenza. Nel corso dei secoli”.
Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, 1994
(siamo sempre nel "rione" del Pratello ...
Nel dopoguerra esistevano in via del Pratello “il venditore di ghiaccio” (in dialetto bolognese “al giazarol”), il venditore di carbone e legna da stufa e un “tosacani”.
Tra il civico 77 e 79 del Pratello, tramite una vetrina si accedeva ad una piccola bottega di “ferrovecchio” nel retro della quale si apriva un gigantesco cortile pieno di rottami e scheletri di macchine.
Ancora resiste, e quanto è appropriato questo verbo: terza persona singolare dell'indicativo presente di resistere, il piccolo negozio della Pasta fresca Naldi al civico 69/c, quel mazzolin di fiori dal Pratello, che da oltre 30 anni moltiplica amorevole cortesia petroniana e pasta fresca.
© Alice Pasquini² (2018)
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IL PRATELLO CHE PRENDE
Ho scoperto su un muro questa poesia:
“... forse manca il prete ma
di certo c'è il Dio degli scombinati
I versi sono di Roberto Mastai, pittore, illustratore, libraio, artista del Pratello.
Via del Pratello
/ più in là / dopo il semaforo / Malpighi / c'è il resto / che non è più paese / ma rumore
Poesia di Roberto Mastai – Murale di Leonardo Fornito
essere al Pratello
ubriaco con te
in mezzo alla ressa
e dirti
“Ti amo Bologna”
Aprile - 25
foto: © Riccardo Badolato
Quando ormai
la sala del Mutenye
- l'utima, avevo deciso,
tenendo d'occhio
orario e stanchezza -
lei entrò e chiese
un bicchiere di rosso.
L'ottenne, per via di quella
disperazione lunga, che non
le riusciva di fermare ...
Sante Notarnicola¹
₁ Sante Notarnicola (1938 - 2021), poeta ribelle rivoluzionario, in carcere dove ha passato più di 21 anni, l'oste del Pratello che fece parte della banda Cavallero. Il Mutenye, è un luogo dello spirito, ed è aperto da più di 20 anni - ovviamente - in via del Pratello 44/a.
CHIEDO ALLA LUNA TONDA
ha rigugitato tutti i giugni
passati.
Penso all'indietro
e sogno una Primavera di Praga
per arginare le maschere armate,
per consolare un popolo
ordinato, silenzioso,
fantasma nelle strade cittadine
spaventato dal gesto più comune:
ti ho incontrato e ho praticato
la giusta distanza,
sarà la regola più reiterata
di un incontro fortunato?
Avrà un verso l'esplorazione
dei prati, delle case, dei quartieri?
Esisteranno ancora
le mandrie in Pratello sogno?
Domando al cielo e stasera,
alla luna tonda, tanto tonda
che sembra la vita
che ci sfronda,
via da quel tempo rigurgitato,
dal glicine profumato.
della musica
c'erano i veli
che virgolavano
sulla luna.
Notte profonda
con musica dolce
per andare
a un incontro
rubato al supermercato.
Braccialetti di finto oro
brillano,
stelle nascoste
nella luce del mio quartiere.
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(Marzo 2021)
rivisto il 21 Gennaio 2023
Rames Gaiba
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