Per me Parigi è tutte le volte andare a Montmartre,
girare per le sue strade, vicoli, fare tardi la sera rubando le ore
della notte. Certo, ora, in questo quartiere collinare di Parigi vi sono
i turisti invadenti, ed al posto degli Utrillo, Picasso, van Gogh e
Modigliani vi sono i disegnatori di caricature e qualche improbabile
artista. Montmartre è, oggi, “una tappa dove il folclore artistico è una pasta pubblicitaria spalmata su case e piazzette” (Franco Basile).
Forse è per questo che ho sempre aspettato le prime
ore del mattino per godermi il silenzio delle sue tortuose stradine e
scalinate, quando quasi tutti dormono, quando la giostra di Amélie
chiude, quando le luci dei cabaret si spengono, quando l'atmosfera
ritorna ad essere un po' quella di fine '800 - primi '900.
Questo muro ha scritto 311 "ti amo" in 280 lingue.
L’opera d’arte è costituita da ben 612 piastrelle della dimensione di cm 21 x 29.7
di lava smaltata di color blu con la scritta in bianco.
Si trova in Place des Abbesses all'interno del giardino Jehan Rictus, ai piedi della basilica del Sacro Cuore (basilique du Sacré-Cœur).
1. MONTMARTRE - PARIS un po' di storia
Fino alla fine del 19° secolo era una specie di villaggio, con orti, fontane, stalle, capanne, conventi. Ora è assediata da ogni parte dalla metropoli. Sulla cima spicca l'enorme mole biancastra della Basilique du Sacré-Coeur, con la sua cupola di 83 metri e il suo campanile di 93. Cominciata nel 1876 e terminata nel 1910, la costruzione non è certo un capolavoro, ma la sua goffa linea è ormai inseparabile dal paesaggio di Parigi. È questa un'altra qualità della capitale: come ha sempre amalgamato uomini affluiti da tutte le parti di Francia e del mondo, così è riuscita a fondere tutti gli stili e anche tutte le bizzarrie.
Ecco perché questo viaggio è fatto assieme a Maurice Utrillo, pittore nato qui e come pochi legato alle storie e pietre di questo "mondo minore", incamminandosi nella geografia di un luogo che ha alimentato l'immaginario di tanti artisti.
Collection William P. Seligman, New York
tempera su carta applicata su tela
Indianapolis Museum of Art
Chiesa di Église Saint-Pierre de Montmartre (1930)
Maurice Utrillo
guazzo su carta, 50 x 45 cm
Schiacciata dall'imponente candida mole della Basilique du Sacré-Coeur, si trova a pochi passi la Église Saint-Pierre², che è la prima chiesa di Montmartre, e proseguendo in pochi minuti si arriva alla Place du Tertre (letteralmente "della collinetta"), la pittoresca piazzetta alberata, ubicata nel XVIII arrondissement di Parigi, del comune rustico (di cui fu sindaco, nel 1871, Clemenceau), prediletto dai pittori.
Le scalinate di Montmartre
La butte di Montmarte è alta 270 metri e quindi per raggiungere la cima presenta moltre strade (rue) e scalinate (passage) con forti dislivelli che sono un punto "lento" di osservazione dall'alto di Parigi, “scalinate che sezionano lo svolgersi dell'altura come nastri portatori di pensieri” (Franco Basile). Passo dopo passo, tra i muri, salendo e scendendo queste scalinate: i lampioni e le ringhiere aiutano ad illuminare e ad aggrapparsi a questi pensieri.
foto: © Henri Cartier-Bresson (1908-2004)
olio su cartone, 73 x 49 cm
Rue du Mont-Cenis⁶ (1914) - Maurice Utrillo
Nel 1860 la collina di Montmartre viene ufficialmente annessa alla città, le vigne scompaiono a poco a poco e le taverne si trasformano in piccoli ristoranti, caffè-concerti e sale da spettacolo. I cabarets rimangono tali, ma soli nel nome, perché ormai tra i tavoli non si serve solo vino ma anche canzoni, poesie e divertimento. Aprono l'Wlysée-Montmartre, il Lapin Agile, il Mouline Rouge, lo Chat Noir, il Cabaret du Néant e altri ancora.
Annesso
a Parigi nel 1860, il villaggio di Montmartre, tra vigneti e mulini a
vento era nel diciannovesimo secolo, uno dei centri della vita artistica
parigina. Jean-Baptiste Corot, Théodore Géricault, Auguste Renoir,
Edgar Degas, Paul Cézanne, Max Jacob, Guillaume Apollinaire, Juan Gris,
Maurice de Vlaminck, Georges Braque, Pablo Picasso, Suzanne Valadon e
Maurice Utrillo hanno partecipato tutti alla bellezza di questa collina
celebrata da molte loro opere. Se oggi Montmartre non appartiene più
esattamente agli artisti, le rigide regole architettoniche che governano
gli edifici hanno preservato l'atmosfera del villaggio dei primi
abitanti, bassa densità e bassi edifici.
₂ Saint Pierre è una delle chiese più antiche di Parigi insieme alla cattedrale di Notre-Dame. La Chiesa, consacrata da Papa Eugenio III nel 1147, è stata restaurata più volte nel corso della sua lunga storia e presenta una combinazione di stili diversi. L’esterno conserva il suo aspetto medioevale in tutto ad eccezione della facciata barocca realizzata nel XVIII secolo, mentre all’interno i visitatori possono ammirare i meravigliosi elementi architettonici d'ispirazione romanica; è situata sul lato nord della basilica del Sacré-Coeur.
₃ Lorenzo Bocchi, Qui Parigi, Touring Club Italiano, 1968, pp. 21-22
₇ Nel 2020, la strada (è lunga 200 metri) è stata utilizzata come location per le riprese delle scene del film Adieu Monsieur Haffmann, diretto da Fred Cavayé con Daniel Auteuil, Sara Giraudeau e Gilles Lellouche.
2. LA MAISON ROSE
Il suo colore rosa è dovuto a Laure Germaine Gargallo, modella di Picasso, che quando acquistò questo locale decise di farlo dipingere di questo colore, trasformando in un piccolo bistrot.
Costruita nel 1850, porta benissimo i suoi anni.
La rue de l'Abreuvoir è
un vicolo tortuoso apprezzato dai fotografi per il suo punto di vista
unico. La casa rosa immortalata da molti pittori è oggi un ristorante,
chiamato Café de la Petite Maison Rose.
2 rue de l'Abreuvoir - XVIIIème
3. AU LAPIN AGILE Cabaret Artistique
Tuttavia è l'insegna, successivamente, che gli darà il nome; i residenti iniziarono a chiamare il locale notturno «Le Lapin à Gill», che significa "il coniglio di Gill". Nel corso del tempo, il nome si è evoluto in «Au Lapin Agile».
Il dipinto originale su tela fu trafugato nel 1893; al suo posto è stata dipinta una riproduzione su legno, che è conservata al Musée de Montmartre² (12 Rue Cortot, 75018 Paris, dove, tra gli altri abitarono anche Suzanne Valadon, con il figlio Maurice Utrillo). Quella all'esterno del locale è una copia di quest'ultima.
caricaturista André Gill
Musée de Montmartre
Lontano dal fasto e dalla reputazione che circondano i più noti cabarets parigini, il “Lapin Agile” rappresenta un palcoscenico più intimo e modesto.
foto conservata nel Musée de Montmartre, scattata nel 1905.
olio su tavola, 79.2 x 59.2 cm
Philadelphia Museum of Art - Filadelfia, Stati Uniti d'America
olio su tavola, 52.70 x 112 cm
olio su tela, 65 x 100 cm
olio su tela, 53.3 x 72.4 cm
guazzo su carta, 31.8 x 23.8 cm
Père Frédé aveva portato con sè il suo asino (Lolo), la sua scimmia, il suo cane, il suo corvo e il suo topo bianco. Cantava ballate sentimentali e canzoni, accompagnandosi con il violoncello o la chitarra. Soprattutto, egli non esitava ad offrire cibo e bevande agli artisti squattrinati, in cambio di una canzone, un quadro o una poesia.
Il quadro viene presentato e accettato al 26° ”Salon des Indépendants ” di Parigi con il titolo “Et le soleil s'endormit sur l’Adriatique” (Il sole si addormentò sull’Adriatico),⁴ del pittore Joachim-Rapahel Boronali (anagramma del nome Aliboron usato da La Fontaine per un asino di una delle sue favole); il successo va oltre ogni aspettativa, il quadro non viene certo apprezzato da tutti, ma desta interesse.
La burla viene resa pubblica dallo stesso Dorgelès che ha scritto l'articolo sul "Fantasio" e che svelerà questo scherzo al giornale "Le Matin", con tanto di fotografia di Lolo che lo dipinge davanti ai testimoni, ed é uno smacco per gli “esperti” d’arte. Per il giovane Roland Dorgelès, alla base dello scherzo, é un successo totale, 24 anni, ha appena finito l’accademia delle Belle Arti e vuole diventare giornalista.
Il quadro rimarrà l’unica opera del famoso "Asino Lolo"; sarà venduto a 400 franchi dell’epoca e oggi é esposto in un piccolo museo di provincia, fuori Parigi, ma nel 2006 viene esposto nel famoso Grand Palais di Parigi in occasione dell’esposizione “Carambolages”.
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₁ André Gill (Parigi, 1840 - Charenton-le-Pont, 1885), pseudonimo del disegnatore caricaturista Louis-Alexandre Gosset de Guines.
₂ Il musée de Monmartre racconta, attraverso le sue collezioni, i vari momenti della vita di Montmartre, da quello in cui era un semplice villaggio di campagna a quello in cui fu il cuore pulsante dei movimenti artistici che pervasero l’Europa tra XIX e XX secolo. La sede del museo nasce nella casa di Claude de la Rose, detto Rosimond, l’attore che prese il posto di Molière alla guida della sua troupe e che lo imitò a tal punto da morire sulla scena, mentre interpretava il “Malato immaginario”. Nell'edificio, tra gli altri, abitò anche Renoir.
₃ Franco Basile, critico d'arte. Utrillo - Catalogo mostra Edizioni Galleria Marescalchi, Bologna, ottobre 1993, p. 11.
Mai, tra il 1860 e il 1930, Parigi era stata così ben dipinta, messa in posa, e fra i soggetti preferiti vi è proprio Montmartre.
4. LA GIOSTRA DI AMÉLIE
Ai tempi nostri non possiamo mancare all'appuntamento con la fantasia rivedendo quella favola che il film ci racconta, caratterizzata da una scenografia grondante di colori caldi e soffici che proiettano lo spettatore in un mondo impalpabile e visionario, da cui è difficile rimanere distanti. Il tutto condito da una colonna sonora delicatas e a tratti struggente, dove prevalgono suoni di pianoforte e fisarmonica, enfatizzati da strumenti dai suoni dolci come il carillon e il mandolino. Melodie che rispecchiano esattamente l'animo altalenante della protagonista, sognante ed eccentrico.
14 Luglio 2019
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